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Nonostante la contrazione dei consumi alimentari domestici (-2,4%),
la spesa dedicata alla ristorazione continua a registrare performance positive (+0,2%). |
“L'industria di marca alla conquista del fuori casa”. E' su questo binomio, diventato oggetto di un convegno sulla partnership strategica tra i gruppi del food e la ristorazione, che il 2008 e i primi mesi del 2009 hanno fatto registrare un virtuoso trend positivo. Nonostante la crisi e la diminuzione dei consumi alimentari domestici (-2,4%), infatti, la spesa dedicata al cosiddetto fuori casa è aumentata ancora. Di poco, certo (+0,2%),
ma abbastanza per guardare al futuro con una rinnovata vena di ottimismo.
Il settore ai raggi X
E' proprio da una più stretta e rinnovata collaborazione tra il Made in Italy alimentare e il variegato mondo della ristorazione organizzata (che va dal ristorante tradizionale alle stazioni di servizio, passando per le pizzerie, i bar, le mense, i fast food) che le aziende produttrici italiane possono trovare “canali alternativi” alle loro referenze. Non è un caso che, proprio a Parma si siano dati recentemente appuntamento oltre trecento uomini marketing dei principali marchi di un Made in Italy che si conferma, anche nel 2008, come secondo comparto produttivo nazionale con 120 miliardi di euro di fatturato, 6.500 aziende operanti ed oltre 400.000 addetti.
I numeri della spesa
Come detto, quindi, nonostante la recessione economica, la spesa per alimentari e bevande fuori casa nel 2008 ha tenuto bene: questo il quadro generale dei consumi alimentari extra domestici riportato anche da Nielsen. “Più che pensare a un taglio della spesa alimentare - ha spiegato Stefano Fina, Client service director della Nielsen -, gli italiani si orientano verso una razionalizzazione dei consumi. Sono poco preoccupati dei prezzi dei beni alimentari (solo il 5% lo vive come un problema, mentre di contro ben il 24% degli italiani teme di perdere il posto di lavoro) anche perché sanno come risparmiare: aumentando gli acquisti di prodotti a marchio privato o dei primi prezzi, ricercando assiduamente le promozioni e gli sconti, frequentando di più i discount, aumentando lo stoccaggio di alimentari in casa e via dicendo. Il 15% degli italiani dichiara di cercare ogni giorno di risparmiare sulla crisi”.
La ristorazione fuori casa
“Per quanto riguarda la ristorazione fuori casa - ha detto ancora Fina -, oltre il 70% degli italiani con più di 14 anni frequenta abitualmente la ristorazione fuori casa: la pizzeria rimane il locale preferito (54%), seguito dai ristoranti tradizionali (33%) dove la parte del leone la fa sempre la pasta, pub/birrerie (19%), trattorie (17%), fast food (17%) ed altri.
Va sottolineata la crescita dei luoghi di ristorazione come le 4 mila stazioni di servizio dove si mangia e beve (+1,7%) e dei fast food (+0,6%): il 45% degli italiani, pari a 23 milioni di individui, negli ultimi 3 mesi ha frequentato una catena fast food o stazioni di servizio, dunque un trend in crescita”.
I dati Nielsen sulle vendite di pasta nella Gdo
Per spaghetti, maccheroni, penne e altri formati di pasta di semola, le famiglie italiane, negli ultimi dodici mesi, hanno speso qualcosa come 1,2 miliardi di euro. Con un aumento di quasi il 10% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nelle dispense sono finite, secondo le rilevazioni effettuate da Nielsen Italia, nel periodo compreso tra agosto 2008
e fine luglio 2009, 917 mila tonnellate (+0,5%) di confezioni di pasta.
Nell'anno del drastico calo dei consumi, le famiglie hanno acquistato quasi esclusivamente pasta comune, cercando di approfittare in modo sistematico delle continue promozioni della Gdo e dell'offerta delle private label.
Ecco i formati di pasta che hanno aumentato le vendite |
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Tonnellate vendute |
Variazione percentuale |
Farfallette |
519 |
64,5 |
Spaccatelle |
1075 |
46,5 |
Cavatappi |
1044 |
40,7 |
Gramigna grossa |
839 |
33,5 |
Gnocchi sardi |
1274 |
27,1 |
Barbine |
708 |
20,3 |
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