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Rapporto quali-quantitativo su frumento duro-tenero e orzo
Indagine sulle semine
dei principali cereali invernali
a cura di Uiaprof e Ismea
An inquiry into main winter cereals sowing
L'indagine, presentata nel corso di un incontro con la presenza di Italmopa, è stata coordinata dall'Ismea e realizzata dall'Uiaprof; vengono sintetizzate le informazioni giunte dalle 78 stazioni di rilevamento situate nelle zone più importanti per le colture in esame.
Il presente rapporto riassume i risultati dell'analisi coordinata dall'Ismea ed effettuata dall'Uiaprof in merito all'andamento delle semine del frumento duro, tenero e orzo aggiornati al 31 gennaio 2001. Essa tiene conto delle informazioni pervenute dalle 78 stazioni di rilevamento (28 per il frumento duro, 22 per il frumento tenero e 28 per l'orzo) collocate in ambito regionale e nelle province più significative per le colture in questione. La rilevazione, che è stata effettuata attraverso l'impiego di questionari rivolti ad esperti e operatori del settore, analizza i dati risultanti da 84 interviste per il frumento duro e l'orzo e da 66 interviste per il frumento tenero.
FRUMENTO DURO
Dai dati ricevuti emerge che la superficie destinata a frumento duro in ambito nazionale dovrebbe registrare una variazione del -0,17%, valore che include anche la piccola frazione di superficie ( circa 80.000 ha ) la cui semina dovrebbe avvenire entro la metà di febbraio (vedi tab.1).
Dalla rilevazione sul campo si evince, infatti, che vi sono alcune regioni in cui le operazioni di semina non sono ancora concluse: le piogge persistenti hanno rallentato le operazioni in Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna zone di Oristano/Sassari mentre la siccità prolungata è stato il principale problema in Basilicata. In queste regioni il potenziale aumento di superficie è contrastato dai suddetti eventi,per cui l'area investita dovrebbe attestarsi sulle stesse basi della precedente campagna.
Periodo ottimale di semina
Le condizioni meteorologiche non hanno consentito, nella maggior parte dei casi, di effettuare le semine nel periodo ottimale. Solo nelle Marche, Emilia Romagna, Campania, Calabria e parte della Sicilia è stato possibile seminare più regolarmente.
A fronte di questa situazione, anche in quei casi dove le semine sono avvenute nel periodo ottimale, vi sono stati e vi sono problemi di non poco conto che incideranno sulle rese unitarie-ettaro. Infatti è stato segnalato che in alcune zone dell'Abruzzo, Molise e Basilicata, dove le semine erano avvenute con normalità, queste sarebbero da ripetere a causa della mancata nascita o successiva morte delle piantine dovuta alla carenza idrica.
In altri casi, sempre a causa della siccità, non è stato possibile preparare un buon letto di semina (eccessiva zollosità) con conseguenze sulla emergenza delle piantine, determinandosi in questo modo disformità e fallanze nei seminati.
Al contrario, nelle Regioni centrali (Toscana, Umbria, alto Lazio e parte della Sardegna) l'eccessiva umidità, dovuta alle piogge, ha impedito, in molti casi, la preparazione stessa del terreno per la semina e, dove questa è avvenuta, il successivo ristagno idrico ha comportato, la morte delle giovani piantine per asfissia in particolare in alcuni appezzamenti di fondo valle.
Spostamenti colturali
A causa della situazione descritta, bisogna rilevare che, nelle zone del Centro, il perdurare dell'eccessiva umidità ha già portato le aziende, in alcuni casi, ad abbandonare le semine del frumento duro per coprire queste superfici con colture primaverili ( nei terreni irrigui è ipotizzabile uno spostamento verso il mais, mentre per i seminativi asciutti le colture potranno essere l'orzo distico, la soia o il girasole).
Al Sud i terreni non coperti a grano duro, per via della siccità, verranno destinati, presumibilmente,solo in minima parte ad orzo distico dal momento che, in queste Regioni, le zone dove è possibile effettuare le semine primaverili sono limitate.
Altri, se pur lievi, spostamenti colturali sono previsti a favore delle colture proteiche e leguminose ( vincoli colturali a seguito dell'applicazione del Regolamento Comunitario 2078). Peraltro, le colture proteiche (favette) sono nuovamente competitive a seguito della domanda che viene dalla mangimistica (divieto farina animale e soia a rischio OGM) e, per questo, le superfici risultano in incremento in tutte le Regioni.
Altro spostamento colturale da segnalare è quello che si è verificato in Emilia Romagna dove una sensibile superficie è passata dal frumento duro al frumento tenero; ciò è conseguenza delle penalizzazioni in cui sono incorsi gli agricoltori per avere splafonato, nella precedente campagna, la superficie massima garantita ad aiuto ridotto, che in campo nazionale per il frumento duro ammonta a 4.000 ha.
Carenze agronomiche
Sul piano delle carenze agronomiche, è necessario evidenziare che, in troppi casi, è molto scarsa la conoscenza delle caratteristiche fondamentali del terreno sul quale vengono effettuate le semine ( mancanza di analisi del terreno, ecc...). Questo comporta concimazioni approssimative e scelte varietali non rispondenti, a volte, ai terreni per i quali sono destinate le varietà, con ripercussioni sul piano qualitativo delle produzioni, sulle rese unitarie-ettaro e sui costi di produzione.
Varietà utilizzate
Sul piano delle scelte varietali, non sempre l'agricoltore trova l'assistenza tecnica dovuta dagli istituti o Enti preposti.
Così che le scelte varietali sono fortemente influenzate dai rivenditori.
Le varietà più utilizzate risultano essere:
NORD:
- Neodur 40%
- Duilio 25%
- Appio 10%
- Altre 25%
CENTRO:
- Creso 20%
- Duilio 20%
- Grazia 15%
- Appio 10%
- Cirillo 10%
- Colosseo 10%
- San Carlo 5%
- Altre 5%
SUD:
- Simeto 30%
- Ofanto 18%
- Colosseo 10%
- Arcangelo 10%
- Duilio 10%
- Ciccio 8%
- Creso 8%
- Altre 6%
ISOLE:
- Simeto 45%
- Arcangelo 15%
- Duilio 10%
- Colossseo 10%
- Ciccio 8%
- Ofanto 8%
- Altre 4%
Come si vede la varietà Simeto risulta la più utilizzata in campo nazionale anche se è in fase di regresso; in ascesa risultano le varietà Colosseo, Ciccio, San Carlo e Cirillo.
Ordinamento colturale
Per quanto riguarda il metodo colturale adottato (biologico-integrato-convenzionale), in via approssimativa, si può dire, che vi sarà un 5% a biologico, 25% a integrato (eco-compatibile in base al Regolamento Comunitario 2078) e il rimanente 70% a convenzionale.
Previsioni di produzione
In conclusione, tenendo conto di come sono andate finora le semine e considerato che permangono ancora circa 80.000 ha da seminare, si può ipotizzare per la campagna di commercializzazione 2001/2002, un aumento della produzione pari al 3,97% (rispetto al precedente raccolto stimato dall'Uiaprof), attribuibile esclusivamente all'incremento delle rese valutate intorno a 2,7 t/ha (vedi tab.2).
Per questo cereale le previsioni tengono conto di un andamento climatico favorevole fino al raccolto. La resa unitaria ad ettaro a livello nazionale è stimata pari a 2,67 t/ha, tenendo in debita considerazione i fattori che hanno caratterizzato la fase di semina (ridotto accestimento per ritardate semine, asfissia piantine per umidità eccessiva, mancate emergenze e difficoltà di nascita per carenza idrica ecc...).
Nella formazione delle previsioni della produzione è necessario ricordare che, anche nella precedente campagna, gli eventi climatici non furono clementi. Le piogge, infatti, ritardarono le semine, anche se in misura inferiore rispetto a questa campagna e le alte temperature furono causa di una "stretta" all'atto della maturazione.
FRUMENTO TENERO
Secondo le informazioni ricevute, le superfici a coltura del frumento tenero dovrebbero diminuire del 6,35% includendo anche circa 6.000 ha che dovrebbero essere coperti entro la metà di febbraio (vedi tab.3). Per il frumento tenero, anche se in misura minore, valgono le stesse considerazioni fatte per il frumento duro, in particolare per gli eccessi di umidità. Essendo una coltura collocata prevalentemente al Centro Nord solo marginalmente ha risentito della siccità che ha colpito alcune Regioni del Sud. Per quanto riguarda lo spostamento colturale si assiste ad una generale riduzione della superficie a tenero a favore del duro. Solo in Emilia Romagna siamo in presenza di una inversione di tendenza a favore del tenero a causa della riduzione dell'aiuto in seguito allo splafonamento. Per la Calabria è necessario approfondire il dato ricevuto, a causa della profonda divergenza tra i dati dell'ISTAT e le rivelazioni effettuate dall'UIAPROF che risultano ampiamente inferiori ai dati ufficiali.
Ulteriori spostamenti dal frumento tenero ad altre colture sono previsti al Nord, a causa delle mancate semine dovute alla piovosità. Risultano favorite, in questo senso, il mais, la soia e il girasole e in misura minore l'orzo distico. Risulta opportuno evidenziare che il Veneto ha perso circa 10.000 ettari di frumento tenero, il Piemonte 6.000 ettari e la Lombardia 3.000 ettari.
Le varietà più utilizzate risultano essere:
NORD:
- Serio 35%
- Mieti 20%
- Centauro 20%
- Soisson 10%
- Altre 10%
CENTRO:
- Serio 30%
- Centauro 20%
- Mieti 15%
- Bolero 10%
- Pandas 10%
- Altre 15%
SUD:
- Abbondanza 35%
- Centauro 25%
- Pandas 20%
- Altre 20%
Come si vede la varietà Serio è la più utilizzata; segue la varietà Mieti e Centauro e poi le altre tre le quali il Pandas e il Bolero. Relativamente al metodo colturale adottato, per il biologico si può ipotizzare circa 4-5% della superficie, mentre non si hanno dati attendibili sull'integrato, che può essere previsto intorno al 15%.
Ai fini della produzione per una prima previsione bisogna considerare che le rese unitarie-ettaro, in media, a livello nazionale, saranno leggermente inferiori rispetto alla campagna precedente per via delle ritardate semine. Tale valore risulta essere pari a 4,6 t/ha contro le 4,7 t/ha della precedente campagna. A causa della contemporanea contrazione delle superfici e delle rese, la produzione, a livello nazionale, dovrebbe registrare una riduzione pari al -7,11% nel confronto con i dati ISTAT relativi al 2000 (vedi tab.4).
ORZO
Per questo cereale, come per il frumento tenero, è stato preso a riferimento, per un confronto, la superficie ISTAT della campagna precedente.
Bisogna sottolineare che vi sono delle contraddizioni significative tra i dati ISTAT e alcune segnalazioni pervenute all'Unione dalle stazioni di rilevamento.
Sarà necessario approfondire questi dati entro la primavera.
Pertanto l'analisi riguarda l'intera superficie, compresa quella che sarà coperta a orzo primaverile. A livello nazionale, quindi, l'area investita risulta in aumento del 1,79% rispetto ai dati ISTAT del 2000 (vedi tab.5).
Per quanto riguarda le scelte varietali le più utilizzate per l'orzo foraggero risultano le varietà Sonora per il 22% Baraka 20% Ammillis 15% e Arda con l'8% altre 35%. Nel distico la più utilizzata risulta essere lo Cheri 25%, Otis il 20% e Puffi 10% altre il 45%.
Per quanto attiene le produzioni se l'andamento climatico sarà favorevole, si potrà avere un aumento della produzione totale pari all'8,19%, considerando una resa media nazionale di 3,77 t/ha che si somma al menzionato aumento delle superfici (vedi tab.6).
Processo produttivo
da seguire attentamente
Dai dati esposti e dalle relative considerazioni appare evidente che l'avvio delle coltivazioni dei cereali autunno-vernini è stato caratterizzato, generalmente, dalle difficoltà dovute all'andamento stagionale nel periodo della semina.
Tali difficoltà si sono manifestate in modo esasperato in determinate aree e per alcune colture (per esempio frumento duro in Toscana).
Risulta importante e utile seguire l'andamento colturale e valutare con attenzione i fattori favorevoli o sfavorevoli che si presenteranno durante il processo produttivo.
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