Mercati Internazionali
Produzionez USA:
i dubbi di un futuro incerto
USA production's doubts for an uncertain future
Le condizioni atmosferiche durante tutto il periodo invernale sono state motivo di forti preoccupazioni per i produttori statunitensi di grano. Il bimestre novembre-dicembre 2000 verrà infatti ricordato come uno dei più freddi mai registrati in questo periodo dell'anno. A partire dalla metà di gennaio 2001, invece, temperature al di sopra della norma hanno prevalso in gran parte delle grandi pianure.
La protezione data dal manto nevoso si è pertanto ridotta considerevolmente in molte delle zone di coltivazione del grano invernale nella fascia centrale e settentrionale delle grandi pianure. Nel Texas ai primi di febbraio le colture si trovavano in condizioni prevalentemente mediocri. Neve, poggia, ghiaccio e forti venti hanno ostacolato lo sviluppo vegetativo in gran parte dello stato, in particolare nelle aree più settentrionali. In Oklahoma la metà delle zone di coltivazione del grano si trovava alla fine di gennaio in condizioni classificate come molto sfavorevoli. Il grano a semina più tardiva ha subito un rallentamento del processo vegetativo a causa del perdurante freddo intenso. Condizioni relativamente migliori si riscontrano in Nebraska e soprattutto in Kansas, nonostante qualche danno provocato dal gelo. La produzione statunitense di grano nel 2001, in mancanza di dati ufficiali, è prevista comunque in calo, in funzione anche e soprattutto della riduzione delle semine a grano invernale, che hanno toccato il livello più basso degli ultimi 30 anni. Questo dato, unitamente ad una possibile contrazione anche degli investimenti a grano primaverile, potrebbe contribuire ad imprimere una maggiore sostenutezza ai prezzi del grano, dopo un lungo periodo di relativa debolezza.
Un'ulteriore fonte di preoccupazione per i produttori statunitensi di grano sembra provenire dalla possibile introduzione di grano geneticamente modificato sul mercato statunitense e di conseguenza quindi anche sul mercato internazionale. Fermo restando che allo stato attuale non vi è alcuna produzione di grano transgenico, le principali organizzazioni dei produttori americani di grano si sono espresse ufficialmente in materia, in vista dell'annuncio da parte della Monsanto di dare inizio alla produzione di grano transgenico nei prossimi anni (non prima però del 2004-2005). Le crescenti preoccupazioni derivano dalla necessità di assicurare gli acquirenti esteri della possibilità di fornire, a richiesta, grano non geneticamente modificato. In un recente comunicato ufficiale, le associazioni granarie statunitensi tendono a rassicurare i compratori che le loro esigenze verranno considerate di primaria importanza, attraverso un sistema che consenta una completa tracciabilità nell'intera filiera.
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