Torna indietro


Editoriale

Aumentare l'offerta?
È la carta per perdere

To increase the offer? The best solution to lose

A seguito della pubblicazione su Molini d'Italia n. 11/2000 dell'editoriale a firma di Francesco Casillo riportiamo il commento del consigliere Italmopa Artemio Grottini.

Ho letto con soddisfazione l'articolo pubblicato nell'editoriale di Molini d'Italia di novembre nel quale ho trovato saggi concetti che però difficilmente saranno in grado di cambiare il comportamento dei mugnai.
Credo però che la dignità non c'entri.
Credo invece che i problemi derivino da aspetti culturali che caratterizzano la maggior parte dei proprietari di molini. Il mugnaio tipico ha un attaccamento affettivo alla propria azienda che gli impedisce scelte razionali e obiettive.
Lo dimostra il fatto che molti hanno realizzato potenziamenti o nuovi impianti in presenza di un mercato in crisi da ormai diversi anni. Se queste persone avessero fatto uno studio oculato del mercato della semola, non avrebbero mai investito per incrementare l'offerta di un prodotto già in eccedenza.

Non parliamo poi di cultura d'impresa nel senso di contabilità industriale per il controllo dei costi e la formulazione del prezzo di vendita che è assolutamente sconosciuta.
Lo testimonia la modalità della maggior parte delle vendite che vengono effettuate a termine, a volte per i sei mesi successivi e oltre, senza avere certezze sui costi della materia prima e sui ricavi dai sottoprodotti. Ritengo di poter affermare che è in uso una politica di vendite in ottica speculativa che mal si sposa con una sana politica industriale.
Proprio quest'ultimo aspetto evidenzia l'esasperata condizione dell'offerta che, nel tentativo di ottimizzare lo sfruttamento delle potenzialità istallate, è spinta ad azzardare queste vendite.

Sono certo che se queste imprese avessero utilizzato quelle risorse per perseguire l'obiettivo della diminuzione della frammentazione dell'offerta, rilevando gli impianti già esistenti e cercando di accorparsi in modo da riequilibrare l'offerta con la domanda, avrebbero investito nel miglior modo possibile e fatto veramente i propri interessi.

Vorrei poi suggerire delle iniziative.
Nel gruppo giovani mugnai, ci saranno sicuramente laureati in economia che, nell'interesse della categoria, potrebbero mettere a disposizione le loro conoscenze, studiare ed esporre, nell'ambito di un convegno, come ridurre il numero delle aziende e quindi proporre i risultati ottenibili.
Inoltre credo che si potrebbe costituire un gruppo di lavoro composto da un team di giovani mugnai che, con cadenza mensile, attraverso il rilevamento dei prezzi del grano e dei costi di trasformazione medi rilevati dai bilanci, potrebbe fornire indicazioni sui prezzi utili ad orientare i venditori e ad evidenziare lo stato di crisi.


Artemio Grottini


Torna indietro