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Eco di Bruxelles

Allargamento Unione Europea:
ecco gli accordi raggiunti sulla PAC



Il Consiglio europeo dei Capi di Stato e di Governo riunitosi a Bruxelles il 24 e 25 ottobre 2002 ha raggiunto un accordo sul processo di adesione all’Unione Europea, a partire dal gennaio 2004, di 10 nuovi Stati membri (Repubblica Ceca, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Cipro e Malta). Altri due Stati (Romania e Bulgaria) potrebbero aderire all’Unione a decorrere dal 2007.

I Ministri degli esteri dei 15 hanno tuttavia ritenuto preferibile proporre la data del 1° maggio 2004 per le prossime adesioni in modo da consentire ai Paesi candidati di ratificare il Trattato di adesione che sarà firmato ad Atene il prossimo aprile.

I punti più significativi di tale accordo possono essere sintetizzati in questo modo:

- il volume della spesa agricola è mantenuto sui livelli attuali sino al 2006. Nel periodo 2007-2013, le spese della PAC non potranno superare l’importo fissato per l’anno 2006 fermo restando un incremento nominale annuo delle spese dell’1% per tener conto del tasso di inflazione;
• nessun plafond finanziario è stato fissato per il secondo Pilastro della PAC (Sviluppo rurale);

- i pagamenti della PAC saranno estesi in modo progressivo ai nuovi partner. Nel 2004, l’importo erogato agli agricoltori dei Paesi candidati all’adesione sarà fissato in misura del 25% dell’ammontare fissato dalle vigenti organizzazioni comuni di mercato. L’importo salirà del 5% annualmente sino al 2007. Gli incrementi annuali saranno fissati successivamente al 10%, in modo da garantire che i nuovi Stati membri raggiungano nel 2013 il livello di sostegno applicabile agli altri Paesi.

Alla luce del nuovo quadro finanziario disegnato nel corso del vertice di Bruxelles, una rivisitazione delle proposte di riesame a medio termine della PAC appare inevitabile.
Le innovazioni indicate da Fischler - ed in particolare il principio della modulazione - potrebbero subire qualche inevitabile e significativa modifica.
I tempi di attuazione delle proposte del Commissario europeo sembrano in ogni modo destinati ad allungarsi anche se l’obiettivo di un’opera di restyling della PAC rimane immutato, tenuto conto delle esigenze che potrebbero scaturire da un Accordo in seno al WTO.

In questo quadro, restano tuttavia sul tavolo negoziale dei Ministri dell’Agricoltura numerosi dossier - alcuni dei quali di importanza strategica per gli interessi italiani - quali la riduzione del prezzo di intervento dei cereali e la modifica del regime di sostegno ai produttori di frumento duro.
Il nuovo massimale di spesa definito nel corso del Vertice potrebbe, in questo quadro, tradursi con alcuni tagli finanziari in particolare per i settori meno difesi, quali quello del frumento duro.

La revisione della Politica Agricola Comune
priorità della presidenza greca

La revisione di medio termine della Pac sarà una questione centrale della presidenza greca che è iniziata il primo gennaio scorso.

Lo ha sottolineato il premier Costas Simitis presentando le priorità della presidenza greca dell’Unione Europea sottolineando l’importanza del modello rurale europeo. Il presidente di turno del consiglio agricolo europeo sarà Georgios Drys, ministro dell'agricoltura greco. I temi principali su cui la Grecia intende impegnarsi sono l’allargamento, l’attuazione della strategia di Lisbona sulla crescita economica e l’occupazione europea, l’approfondimento della politica comunitaria in materia di immigrazione ed asilo, la discussione sul futuro delle istituzioni europee (con particolare riguardo ai lavori della convenzione) e le relazioni esterne, in particolare con le regioni più vicine.

Per quanto riguarda l’agricoltura altri temi centrali saranno quelli del negoziato agricolo in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO); della sicurezza alimentare, con la presentazione di una serie di proposte di regolamento.


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