L'esito sconcertante, ma non del tutto inatteso, dellapertura della prima delle quattro tranches trimestrali del contingente annuale allimportazione di frumento tenero di media e bassa qualità mi offre lopportunità di proseguire una riflessione, già da tempo avviata, sulle non più ipotetiche modifiche della struttura dellapprovvigionamento dellindustria molitoria nazionale.
Prima di sollevare alcune osservazioni di fondo, mi corre tuttavia lobbligo di biasimare loperato di un esecutivo comunitario convinto di poter gestire, attraverso uno strumento arcaico e poco flessibile quale quello dei contingenti allimportazione, le distorsioni ad un sistema - quello della preferenza comunitaria - da lui stesso ideato.
Loperato dellAssociazione in materia è stato, nel corso degli ultimi mesi, a dir poco, rilevante. Lo stralcio, dal sistema dei contingenti allimportazione, del frumento duro e del frumento tenero di alta qualità è anche, per non dire soprattutto, frutto dellimpegno di Italmopa nel denunciare, con pazienza ma fermamente, lincongruità e lincoerenza della nuova struttura del regime delle importazioni ideato dalla Commissione nonché delle modalità di applicazione del regime stesso. Non intendo tuttavia soffermarmi su singole disposizioni di una normativa comunitaria che potrebbe, o dovrebbe, essere oggetto di emendamenti volti, quanto meno, ad impedire la concentrazione in poche mani del cereale oggetto del contingente.
Lintroduzione del regime dei contingenti mi offre tuttavia lopportunità di effettuare un sintetico bilancio dellandamento dei mercati comunitari nel corso dei primi mesi dellattuale campagna di commercializzazione. Di particolare interesse appare, une fois nest pas costume, landamento del mercato comunitario del frumento tenero. La produzione quantitativamente rilevante e qualitativamente discreta di frumento tenero comunitario non è stata sufficiente ad arginare un flusso di importazione massiccio e senza precedenti di materia prima da Paesi terzi. La paventata globalizzazione degli scambi delle commodities - che costituisce già, da diversi anni, una realtà per il settore del frumento duro, notevolmente deficitario a livello europeo - è destinata ad estendersi anche al settore del frumento tenero ovvero ad un settore caratterizzato da una eccedentarietà dellofferta rispetto alle esigenze del mercato interno. Tendenza che non potrà che essere rafforzata alla luce dei probabili risultati degli attuali negoziati WTO chiamati a proseguire ed a rafforzare il processo di liberalizzazione degli scambi agricoli internazionali iniziato con laccordo di Marrakesch.
Laffacciarsi, in modo stabile, sul mercato internazionale, di nuovi attori chiamati, in una prospettiva sostanzialmente certa e non solo ipotetica, a svolgere un ruolo di assoluto protagonismo - e mi riferisco ai Paesi genericamente definiti del Mar Nero - costituisce, in questo ambito, un elemento le cui conseguenze sulla struttura dellapprovvigionamento nazionale dellindustria molitoria sono fin dora facilmente prevedibili. Gli sforzi attualmente effettuati per risolvere gli attuali problemi logistici e la volontà di qualificare unofferta che potrebbe essere chiamata, a termine, a concorrere non solo con le produzioni comunitarie, testimoniano dellattenzione rivolta dai Paesi Mar Nero alle esigenze degli acquirenti comunitari ed italiani in particolare. Per nostra fortuna, Francia non docet
.
Il mondo è quindi in movimento. Ed il nuovo quadro che si sta sempre più chiaramente delineando obbliga, fin dora, i mugnai ad assumere nuovi atteggiamenti, a spingere più in là politiche e frontiere considerate per troppo tempo definitive, ad adeguarsi a nuove realtà. Limpresa sarà ardua
ma sicuramente stimolante.