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Dal Mipaf un Documento sulla posizione italiana
Il sostegno al grano duro
"base" della revisione della PAC
di Piero Luigi Pianu - Italmopa
Durum wheat support: PAC revision ground
Per la prossima scadenza del "Mid Term Review", il nostro Paese ha pronti sette punti negoziali per la riforma della Politica Agricola Comunitaria. Per quanto riguarda il frumento duro viene auspicato un rafforzamento della politica di sostegno al settore attraverso un accresciuto sostegno alla coltura stessa.
In vista della revisione di medio termine di Agenda 2000 - la cosiddetta "Mid Term Review" - il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Giovanni Alemanno, ha recentemente reso nota la posizione negoziale italiana che sarà difesa in ambito comunitario nel corso dei prossimi mesi.
La posizione italiana, delineata grazie al contributo e sulla base delle osservazioni sollevate, tra l'altro, dalle Organizzazioni agricole nazionali e, per quanto riguarda l'Industria, da Federalimentare sulla base delle indicazioni pervenute dalle Associazioni aderenti quali Italmopa, è stata presentata ufficialmente al Consiglio dei Ministri Agricoli della UE alla fine dello scorso mese di gennaio.
Il Documento del Ministero, dopo una sintetica premessa dedicata all'evoluzione della Politica Agricola Comune nel corso degli ultimi decenni, individua tre fattori che rendono necessario un nuovo processo di cambiamento della PAC nel medio e nel lungo periodo:
- mutato rapporto tra la PAC e la pubblica opinione: l'evoluzione della sensibilità della pubblica opinione nei confronti dell'alimentazione e dell'ambiente deve essere accompagnata da una nuova sensibilità della politica comunitaria che deve essere in grado di fornire ai consumatori la ragionevole percezione di un sistema agro-alimentare realmente teso a migliorare ulteriormente gli standard di qualità, salubrità e rispetto dell'ambiente;
- accordi sul commercio internazionale in sede WTO: l'apertura dei mercati e la liberalizzazione degli scambi nel corso dei prossimi anni saranno necessariamente accompagnati da una politica di riduzione dei sostegni sia all'esportazione, sia interni;
- processo di allargamento dell'Unione ai Paesi del centro Europa: l'allargamento dell'Unione ai Paesi dell'Est comporterà un incremento della spesa agricola in caso di estensione delle attuali misure ai nuovi Paesi membri.
Il Documento evidenzia successivamente lo squilibrio attuale che caratterizza la distribuzione degli aiuti della Pac tra i Paesi membri e tra i vari comparti e filiere produttive. In questo ambito, secondo il Documento, l'Italia subisce una oggettiva penalizzazione nella ripartizione delle risorse finanziarie della Pac. L'agricoltura italiana, che rappresenta il 16% della produzione agricola comunitaria , beneficia solo l'11-12% degli aiuti erogati dal Feoga Garanzia. Di conseguenza, l'Italia non ha oggettivamente interesse ad adottare una posizione basata su una mera difesa dell'attuale politica agricola. Non può essere, infatti, considerata soddisfacente una politica agricola che si limiti anche nei prossimi anni solo a difendere le attuali dimensioni produttive delle commodities continentali mentre crescono le opportunità per rafforzare produzione ed export di prodotti di qualità.
Alla luce di queste premesse e considerazioni, il Documento stabilisce i punti negoziali che saranno illustrati e difesi dall'Italia nel corso della prossima revisione della Pac:
- la presenza di una agricoltura vitale e radicata sul territorio comunitario costituisce, anche nel contesto storico della globalizzazione dei mercati, un obiettivo irrinunciabile, per ragioni di ordine economico, ambientale e culturale.
Tale obiettivo può essere realizzato soltanto attraverso una politica comune ed è quindi necessario salvaguardare il ruolo della Pac, respingendo ogni ipotesi di ridimensionamento o di rinazionalizzazione del settore;
- il necessario cambiamento della Pac attuale non può limitarsi ad un trasferimento di risorse finanziarie delle misure di mercato (ovvero dal primo pilastro della Pac) alla politica di sviluppo rurale (secondo pilastro della Pac), ma occorre far evolvere la stessa politica di mercato in sintonia con le nuove esigenze sopracitate;
- il disaccoppiamento totale (che si concretizza in un aiuto erogato a prescindere non solo dal volume di produzione realizzata ma anche dal fatto che i beneficiari proseguano o meno l'attività produttiva) dei sostegni di mercato nel settore dei seminativi non appare accettabile in quanto comporterebbe una sostanziale rinunzia ad esercitare una politica di orientamento del mercato: in questo ambito, diventerebbe difficile sostenere in modo adeguato colture quale quella del frumento duro;
- l'introduzione di una riduzione progressiva degli aiuti diretti di mercato per realizzare risorse finanziarie destinate a soddisfare il fabbisogno derivante dall'allargamento dell'Unione ai Paesi dell'Est è inaccettabile;
- il passaggio da un sistema di modulazione opzionale (ovvero lo strumento previsto dal Reg. (CE) 1259/99 in base al quale gli aiuti al reddito possono essere oggetto di riduzioni - in funzione di criteri quali l'ammontare complessivo degli aiuti percepiti, l'impiego della manodopera e la redditività aziendale - indirizzano i risparmi ottenuti alle misure di sviluppo rurale) ad un sistema di modulazione obbligatoria degli aiuti diretti non appare giustificabile in una fase nella quale non sono ancora stati definiti i meccanismi di sviluppo rurale che dovranno essere rivisti dopo l'allargamento dell'Unione Europea;
- il primo pilastro della Pac deve essere arricchito con nuove forme di sostegno che consentono a ciascun Stato membro di destinare risorse aggiuntive alle aziende agricole che presentano un particolare rilievo per la qualità, l'occupazione e l'ambiente. Gli aiuti potrebbero assumere le forma di integrazioni degli aiuti già previsti dalla politica di mercato o anche configurarsi come aiuti specifici. Le risorse destinate a questi nuovi strumenti potranno derivare da cofinanziamenti nazionali;
- la revisione a medio termine dovrebbe costituire l'occasione per un riequilibrio nella ripartizione del sostegno fra comparti produttivi: al riguardo, un riesame del sistema delle rese storiche che costituisce la base di calcolo degli aiuti nel regime delle grandi colture appare necessario. Una eliminazione progressiva dell'attuale differenziazione del sostegno fino a pervenire ad un aiuto uguale per tutte le Aziende potrebbe costituire una misura da prendere in considerazione.
Per quanto riguarda in particolare il frumento duro, è auspicabile un rafforzamento della politica di sostegno al settore attraverso un accresciuto sostegno alla coltura del grano duro stesso, il quale costituisce, in effetti, un esempio positivo di materia prima agricola che trova utilizzo e valorizzazione in una filiera di trasformazione di grande rilievo economico. Appare, pertanto, necessario che la Pac venga a rafforzare il legame venutosi a creare tra alcune regioni marginali dell'Unione ed una filiera industriale vitale ed in crescita attraverso appropriate misure.
Calendario delle scadenze di maggior interesse
a livello comunitario ed internazionale
Entro Maggio 2002 Presentazione delle posizioni ufficiali degli Stati membri sulla M.T. Review
Maggio 2002 Elezioni presidenziali francesi
Maggio/Luglio 2002 Presentazione di un documento preliminare della Commissione sulla M.T. Review
Luglio 2002 Presidenza danese della UE
Settembre 2002 Elezioni legislative tedesche
Dicembre 2002 Conclusione dei negoziati agricoli relativi all'adesione dei Paesi Peco
Gennaio 2003 Presidenza greca della UE
Gennaio 2003 Pubblicazione delle proposte ufficiali della Commissione sulla M.T. Review
Febbraio 2003 Aperture delle discussioni formali sulle proposte della Commissione sulla M.T. Review
Marzo 2003 Conclusione della prima fase dei negoziati agricoli WTO
Luglio 2003 Presidenza italiana della UE
Entro Novembre 2003 Adozione delle misure relative ala M.T. Review
Gennaio 2004 Allargamento dell'Unione Europea ad un primo gruppo di Paesi Peco
Giugno 2004 Elezioni del Parlamento Europeo
Gennaio 2005 Nomina del nuovo collegio dei Commissari UE
Gennaio 2005 Chiusura definitiva del ciclo negoziale WTO |
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