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Lo sostengono gli australiani dell'AWB intervenuti a Bologna

"Il nostro grano è il migliore del mondo"

a cura della Redazione

"Our grain is the best of the world"


L'Australian Wheat Board ha presentato i dati del raccolto 2001/2002 con un accento particolare all'AWB Durum considerato, da loro, il migliore per la preparazione della pasta. Privatizzata da poco, l'AWB resta sempre l'unico organismo per la commercializzazione del grano australiano nel mondo.

Bologna ha ospitato il primo marzo scorso una delegazione dell'Australian Wheat Board AWB che ha presentato i dati del raccolto australiano. Davanti ad una nutrita platea di operatori italiani la delegazione ha spiegato con l'ausilio di relazioni, brochure e di un accattivante video le tipologie di grano raccolte nel lontano Paese e, in particolare, si è soffermata sulla qualità dell'AWB Durum.
Si tratta di un appuntamento già svoltosi l'anno scorso a Milano e che, allora, aveva anche la veste di uno scambio di visite tra l'AWB ed Italmopa, una cui rappresentanza composta soprattutto dagli industriali del Gruppo Giovani Italmopa si recò in Australia nel novembre 2000 (v. Molini d'Italia febbraio 2/01. ndr). Italmopa ha dato il suo supporto anche in questa occasione e all'incontro di Bologna erano presenti Vincenzo Divella, Presidente Italmopa, e Fabrizio Vitali, Delegato alla Presidenza.
La delegazione dell'AWB era composta da: Michael Long (Direttore generale alle vendite); Eileen McMahon (Direttrice generale Affari Pubblici); Lakshmi Iyer (Direttrice di ricerca e sviluppo); Jason Bell (Chimico di prodotti cerealicoli); Anthony Diamante (Responsabile commercio marittimo) e Josie Sinni (Direttrice della campagna di informazione).
Sotto il nome di "Le grandi opportunità del grano AWB", l'incontro ha messo in rilievo, tra l'altro, il particolarissimo ruolo dell'AWB stesso. Da 60 anni, l'Australian Wheat Board è l'unica autorità australiana delegata alla commercializzazione del grano australiano in tutto il mondo. Nel 1999, il Governo di Canberra ha deciso la privatizzazione dell'AWB sancendone la nuova denominazione con AWB Limited. Come risultato da un sondaggio, presentato a Bologna, il 90% dei coltivatori australiani ha preferito che l'AWB restasse l'unico loro referente per la commercializzazione del grano e tale fiducia si è anche materializzata con la quotazione in Borsa dell'AWB e l'acquisto delle relative quote da parte di molti dei coltivatori stessi.


AWB Durum, fiore all'occhiello

L'Australia è, di fatto, diventato il secondo paese esportatore di grano nel mondo con una capacità produttiva che va ben oltre il fabbisogno nazionale.
Come hanno a più riprese sottolineato i delegati AWB, tale produttività deriva anche da una forte politica votata alla ricerca e allo sviluppo delle tecniche di miglioramento del prodotto in laboratorio e tale da permettere di venire incontro alle più diverse esigenze dell'industria di trasformazione.
L'AWB Durum è il fiore all'occhiello di tale strategia e gli australiani lo stanno fortemente promuovendo presso clienti, e potenziali clienti, in Italia e nel Nord Africa, visto che lo considerano una base ideale per la preparazione di pasta e cous-cous. (v. tipologia nelle tabelle 1 e 2).


Tabella 1
Risultati del raccolto di grano duro australiano 2001/2002
(dalla brochure istituzionale dell'AWB)

NSW1* NSW2* NSW3* SA1** SA2** SA3**
Test weight (kg/hl) 81.5 82.0 81.5 80.0 81.0 80.5
Grain moisture (%) 10.5 10.6 10.6 11.1 11.2 11.0
Hard vitreous kernels (%) 93.3 84.7 70.7 95.7 89.0 82.0
Protein (dry matter basis) (%) 15.4 13.9 13.1 14.9 13.3 11.8
Protein (%) 13.8 12.4 11.7 13.3 11.8 10.5
Falling Number (sec) 435 397 293 414 450 442
1000 Kernel Weight (gm) 40.6 42.1 44.1 45.4 45.6 46.1
Durum ash (%) 1.44 1.47 1.45 1.56 1.52 1.49
Total screenings (%) 3.2 2.8 2.5 2.6 1.9 2.6
Stained grains (%) 0.7 0.7 1.0 1.3 3.0 2.0
Wet Gluten - durum (%) 33.7 29.7 29.7 30.1 26.4 23.4


Tabella 2
Risultati sulla qualità della farina di grano duro
(dalla brochure istituzionale dell'AWB)

NSW1* NSW2* NSW3* SA1** SA2** SA3**
Grain hardness 6 7 8 7 7 7
Semolina extraction rate (%) 58.2 57.2 58.9 58.8 59.7 59.0
Semolina moisture (%) 14.5 14.4 14.4 14.3 14.5 14.5
Semolina protein
(dry matter basis) (%)
14.0 12.5 12.1 13.6 12.1 11.0
Semolina - wet gluten (%) 35.0 30.8 28.0 31.6 27.1 24.6
Semolina - wet gluten index 72 81 85 78 89 87
Semolina ash (dry matter basis) (%) 0.71 0.70 0.74 0.79 0.83 0.84
Semolina ash (%) 0.63 0.62 0.66 0.70 0.74 0.75
Yellow pigment content (mg/gm) 13.8 13.7 13.7 9.6 9.3 9.6
Semolina Minolta colour-b 28.9 28.9 28.0 25.0 24.1 23.9
Deformation energy (W)
(joules x 104)
216 166 162 246 191 149
Configuration ratio (P/L) 0.8 0.7 0.6 2.4 3.8 3.7

* New South Wales ** South Australia


Viene coltivato nel sud-est del Paese, e in particolare nel Queensland e South Australia del sud, nel New South Wales e, inoltre, in alcune regioni meridionali del Western Australia.
Le condizioni del terreno e il clima di queste regioni consentono agli agricoltori, come sottolinea l'AWB, di coltivare "il migliore grano duro del mondo".
A questo standard di qualità viene anche associato un grande sistema di commercilizzazione che poggia su un altrettanto solido sistema di servizi, fondamentale quanto il miglioramento qualitativo. Proprio su questo aspetto si concentra molta dell'attenzione della platea bolognese, come lo stesso dott. Vitali ci conferma nello scambio di battute durante una pausa dei lavori dell'incontro.

Dott. Vitali, a quanto sembra tra i mugnai italiani e il grano australiano esistono sempre meno barriere e sempre più occasioni di scambi e collaborazioni.
"In effetti, con l'allargamento dei mercati e la minore produzione della cerealicoltura europea, oggi il raggio di azione di un mugnaio si è notevolmente allargato. E l'Australia è uno dei Paesi esportatori che ha realizzato i maggiori progressi. La sua produzione si contraddistingue soprattutto per la sua qualità che è il risultato dei grandi investimenti fatti su tutta la filiera: c'è da rimanere stupefatti da tali miglioramenti. Da italiani, prendiamola come una lezione su cui riflettere. Anche noi siamo grandi produttori di grano duro ma risultiamo ancora arretrati soprattutto nella logistica".

È proprio nella logistica che sta il "segreto" degli australiani?
"Qui hanno fatto passi enormi. Li facilita il fatto di avere grandi estensioni di produzione dove agiscono grandi cooperative e gruppi, mentre da noi la produzione è molto più frazionata. Impressiona positivamente anche la loro possibilità di classificare tutto il raccolto, con una selezione e stoccaggio eseguiti per tipologia fino al trasporto via nave. Da noi, invece, conosciamo tutti bene quali difficoltà ci siano ancora a riconoscere il grano secondo un'esatta tipologia".

Una critica già rivolta, tuttavia, agli australiani stava nell'esclusività dell'AWB: loro e solo loro commercializzano il grano, in barba al principio del libero mercato. La privatizzazione dell'AWB, pensa, possa cambiare qualcosa in questo senso?
"Si è trattato di un'operazione che non ha portato a nessuna reale variazione: l'AWB resta l'unico desk a cui devono rivolgersi gli acquirenti. Ci è stato riferito che gli stessi agricoltori preferiscono così ma a me risultano, invece, voci di scontento tra alcuni produttori del South Australia che è una delle regioni principali di coltivazione del duro. Comunque, questa ora è la realtà e ne prendiamo atto. Tantomeno possiamo pensare che la stessa AWB possa prendere provvedimenti per cambiare tale situazione che piuttosto va messa in rilievo nei negoziati internazionali nell'ambito del WTO. L'Australia, in questo, è in compagnia del Canada: entrambi i Paesi sono forti sostenitori del libero mercato ma poi hanno, di fatto, al loro interno queste situazioni di assoluto monopolio".

Alla fine dell'incontro, sono state rivolte alcune domande ai rappresentanti dell'AWB. Una di queste, in particolare, ha toccato il delicato problema degli Ogm chiedendo qual è la posizione dell'AWB nei loro confronti.
"Il nostro grano non contiene Ogm - è stata la risposta - ma siamo certi che la tecnologia, anche in questo caso, possa dare buoni risultati nella ricerca del miglioramernto della qualità. Anche l'AWB è preoccupata - è stato sottolineato - dai possibili usi distorti della genetica e come scelta di trasparenza ha accettato i dettami del codice internazionale per la produzione dei prodotti agricoli".


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